La resilienza degli Oratori

Pubblicato giorno 2 settembre 2019 - In home page, News

Riportiamo l’articolo integrale apparso su “Extra sette” di venerdì 30 agosto 2019. <si tratta di un bell’articolo su alcune delle realtà degli oratori ticinesi.

Questi luoghi di aggregazione giovanile per ecceIIenza oggi, in molti casi sono stati soppiantati dai social network. Ma nel Canton Ticino qualcuno resiste, addirittura si rilancia.

image«Sembra quand’ero all’oratorio con tanto con tanto sole, tanti anni fa quelle domeniche da solo, in un cortile, a passeggiar. Ora mi annoio più di allora, neanche un prete per chiacchierar». Era stato profetico Adriano Celentano in Azzurro a decretare la via dell’estinzione per gli oratori. Furono i primi social network per giovani e giovanissimi. Molto prima dell’era digitale e dell’avvento di Smartphone e tablet, erano gli oratori parrocchiali ad aggregare campetto. Oggi hanno un po’ esaurito la loro funzione primaria, tuttavia resistono: le chat hanno sostituito il cacia re nella piazzetta, lo Smartphone ha preso il posto della racchetta di ping pong, ma nelle parrocchie ticinesi più attive – e si sta pensando ad una federazione degli oratori – ci sono ancora spazi, strutture, preti e laici che continuano a credere nel contatto diretto e nell’interazione tra essere umani, giovani o adulti che siano. Come a Giubiasco, al Palasio, deve l’oratorio è stato completamente ri costruito grazie alla determinazione e agli sforzi finanziari del consi glio parrocchiale, del parroco, don Angelo Ruspini, e dell’ex Comune di Giubiasco, ora quartiere di Bellin zona, con alla testa l’ex sindaco Andrea Bersani che da bambino ha fatto fuori tante solette di scarpe al campetto. Costato circa 8 milioni, equamente distribuiti tra parrocchia e Comune, l’oratorio di Giubiasco, che sarà ultimato alla une di quest’anno, si com pone di due nuove palazzine che s’affacciano su una piazzetta, più un terzo edificio che altri non è che l’antico stabile parrocchiale ristrut turato e recuperato. Vi troveranno spazio varie associazioni, un centro anziani, gli uffici della parrocchia e una sala multiuso per riunioni, catechismo, attività ludiche, pièce teatrali e proiezioni di film. Spostandoci poco più in là, nella città di Bellinzona, Poratorio della Collegiata, che vedo una presenza massiccia di bambini della comunità Siro-ortodossa più che di quella cattolica, continua ad essere al centro della vita pastorale, del catechismo e del passatempo comunitario, con un pizzico di cultura che non guasta. Anzi, proprio grazie a un grup po di mamme, che si sono associate in «Minimusica››, l’attività culturale e spettacolare dell’oratorio in Salita alla Motta spicca per quantità e qualità di proposte teatrali con un variopinto cartellone di pièce adatte sia a bambini dai quatto at 10 anni, sia più grandicelli. Una ventina gli appuntamenti allestiti nell’arco dell’anno scolastico, in genere il mercoledì pomeriggio. Ma l’esempio per eccellenza della «resilienza›› degli oratori ticinesi è quello di Lugano, l’unico in Ticino ad avere un parroco direttore, don Emanuele di Marco. «Nel nostro oratorio, recentemente ristrutturato, tra catechisti e frequentatori gravitano circa 500 persone, dai giovanissimi agli anziani, at quali ad esempio serviamo il mercoledì mattina una colazione››, spiega. Dopo iimage-2 recenti lavori, l’oratorio luga nese si presenta in grande spolvero, colorato e con strutture di tutto rispetto: dal campetto di calcio in erba sintetica alla sala dei racconti, oltre ad aule tematiche e l’immancabile sala cinematografica (un tempo affiancata dal cinema Iride ma ora indipendente) deve il venerdì si allestiscono proiezioni accompagnate da un trancio di pizza. «Cerchiamo di proporre flm e documentai che non rientrano nell’attività didattica delle scuole››, sottolinea “don Ema”, come lo chiamano i ragazzi. «Il catechismo, con circa 160-180 iscritti, rimane al centro del nostro “mandato”, ma abbiamo in programma anche un allargamento dell’offerta di momenti aggregativi e riflessivi. A settembre, ad esempio, partirà il “Faith Happy Hour” per giovani e adulti, dai 18 at 40 anni, deve sorseggiando un aperitivo e ascoltando buona musica ci si confronterà su variati argomenti», aggiunge il don. Sempre in tema di ore all’occhiello degli oratori ticinesi, non si può non citare quello di Balerna e il suo responsabile, don Marco Notari, vicario che insieme al Gruppo Giovani ha costituito una compagnia teatrale allestendo uno spettacolo su Anna Frank che è stato presentato la scorsa primavera collezionando in quattro repliche (una per le scuole) circa 800 spettatori. Considerando il successo ottenuto, la piè ce sarà riproposta nel prossimo autunno a Riazzino. «Nell’ottima sala a disposizione ospitiamo spesso rappresentazioni di compagnie esterne. Ma poi con il Gruppo Giovani, che operava prima a Morbio e che in parte s’è trasferito da noi, abbiamo deciso di cimentarci direttamente, allestendo una piè ce sicuramente non facile ma che ha raccolto ampi consensi››, spiega don Marco. L’oratorio di Balerna dispone infatti di un invidiabile teatro da 400 posti utilizzato anche come cineforum – ogni anno, da settembre ad aprile, si allestisce un cartellone di film per allestisce un cartellone di flm per bambini, famiglie e anziani – che all’occorrenza di trasforma in sala multiuso e di una sala giochi più piccola a disposizione per compleanni o feste nel pomeriggio. All°esterno un campo da calcio e uno da basket. Tra catechisti e post- cresimandi vi gravitano circa 200 giovani e nei locali dell’oratorio di Balerna è ospitata anche la locale sezione scout.

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